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La legge del sapere
16 Barre

♥ 1244

L’età dell’ora falsa,
il tuo risveglio prossimo,
l’annunaki cade nelle strade se il sapere si divulga è tossico.
C’hanno propinato storia,
c’hanno incamerato nella testa la voglia di gloria.
La gente crede senza fare il possibile,
e ci credo perché l’impossibile è stato reso inagibile.
Ed ora al primo fatto che va fuori norma,
si rende grazie a dio, a qualche santo, a qualche madonna.
Ma apri gli occhi, non si può arrancare,
l’ignoranza porta male, non la voglio usare.
Il paradiso dei balocchi si è spento come un prete in un funerale,
e marcisce come i vermi dentro le bare,
tra sedici rintocchi che sanno pensare, sanno gridare,
al paese che è giunto il momento di cambiare.
La routine fa ruggine nelle ossa,
e non mi posso omologare finché non mi decompongo in fossa.

Io porto un manoscritto,
fuori dalla legge del sapere
ma la gente non lo vuol vedere.
E impicco,
ogni raggio di sole che fitto non da calore.

Spesso il vero lo vedo come il vento che spegne il tuo cielo
se si batte in pieno zero sotto un cielo nero.
Viene oscurato il tuo pensiero:
preferisci mangiar merda giù a Babele al posto di conoscerla davvero.
Il mio sentiero incontra storie di soldati,
soldati senza carri armati.
Ora il dolore piange a terra e i loro corpi trucidati.
Da noi ti costa troppo caro non pensarla come i capi.
L’aria da respirare infetta,
ne restiamo in palo,
che hanno al mal inventato un farmaco che può curarlo.
Giù all’inferno si cerca di dargli un’altra via d’uscita,
scopri che il senso della tua vita è dare un senso alla tua vita.
(Finché è finita.)
Ma se strappano gli occhi alla gente
non posso stare zitto, ma neanche restare in fila.
Posso solo alzare le grida,
e non credere a voi finché la vostra storia sarà seppellita.

La legge del sapere — 16 Barre

Inserito da Arson LeBon

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