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All'infuori di Me
Asthra Gubba

♥ 1391

[Nepa]
Tu non mi conosci, ho molte sembianze,
diversi nomi recitati da chi ha perso le speranze,
il signore dei peggiori, al campeggio dei peccatori,
sorseggio sangue, vendo promesse false,
e voi là fuori cercate valori,
cercate cure ai tumori, avete fede ed amore
per lo stesso Signore che vi scacciò dall'Eden,
che vi chiede rinunce per darvi la luce ma è il primo che non ci crede,
e voi credete in chi ha abbattuto la torre a Babele,
in chi ha creato Caino e poi ha pianto Abele,
in chi vi dice di subire, di non reagire, in chi vi fa soffrire
per farvi concepire il bene.
In fondo in fondo sono un povero stronzo,
solo come nessuno giù tra fumo e zolfo,
e il mio essere diverso, stando al suo giudizio stesso,
mi ha reso un essere immondo.
E voi, convinti che per tutti noi c'è un piano,
e il libero arbitrio? Basta essere etero e cristiano,
e il paradiso? Non sta su questo piano,
e i tuoi vizi? Gli stessi di chi siede in Vaticano,
ma io sono il male, su questo io gli do ragione
sì, sono il male, ma il male minore.
Errare è umano, e io sono sbagliato,
e mi sento più umano se siamo tutti figli del peccato.

(Ritornello)
So che non puoi amare nessun altro,
all'infuori di me,
e che non credi più in te stesso,
all'infuori di me.
La libertà è un'illusione dal principio del tempo,
la cosa peggiore di esser cieco è di non saperlo.

[Jack Sparra]
Non ho nessuno da pregare, che mi possa perdonare,
sono solo, sono tutto, e l'universo è uguale
a tutto ciò che penso, è tutto così semplice,
ma non posso sognare, posso soltanto essere.
Io non ti ascolto quando tu mi stai a chiamare,
se tuo figlio è in terre lontane, in divisa militare,
se la vita è mortale dentro una stanza d'ospedale,
mio figlio è appeso al tuo muro, e vi dovrei salvare?
No, non vi posso più difendere, dal giorno uno,
il giorno in cui ho deciso di lasciarvi scegliere.
Vi ho lasciato, e avete devastato, voi marionette,
il teatro che io ho creato,
poi chiamate sapere ciò che è solo illusione,
io: puro bene, io: superiore.
E adesso puoi negarmi, abiurarmi, insultarmi...
ma è sempre di me che parli.
A volte non servite più, a volte non ho voglia,
ho senso solo in me stesso, l'infinito mi annoia,
se sono ovunque e non mi vedi, cosa posso fare?
E vi amo, ma è come amare un vegetale.
La mia pazienza ha un limite: diluvio universale.
Nomina il mio verbo e sparisci dalla mia vista,
diventa un mio servo e sarai libero dal male,
tieni la mia dipendenza, e fai finta che non esista.

(Ritornello) X2
So che non puoi amare nessun altro,
all'infuori di me,
e che non credi più in te stesso,
all'infuori di me.
La libertà è un'illusione dal principio del tempo,
la cosa peggiore di esser cieco è di non saperlo.

All'infuori di Me — Asthra Gubba

Inserito da Francesco Collu

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