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Patrioti
Asthra Gubba

♥ 670

[Jack Sparra]
Mia madre ha lavorato un'intera vita con merito
in un'azienda di merda proveniente dal Veneto,
ora è ferma in mobilità, come mio padre,
dal giorno in cui Provera si è mangiato la Telecom.
Se penso sono un problema anche se non guardo,
loro verranno a prendermi, domani o non so quando,
e troppa gente inizia a capirlo in ritardo,
dove sta la giustizia, dove lo sbirro bastardo,
e non sono io a dirlo, ma una nazione, la sua storia,
Carlo Giuliani, Giorgiana Masi, Bolzaneto,
e non bastano dieci, cento, Piazzale Loreto,
perché il male ormai ritorna e ci divora ancora, e ancora.
E chi comanda qua non entra nel tuo tribunale,
fa come la Chiesa, va a puttane in senso letterale,
sul tuo giornale mezze parole, mezze verità,
mezzi uomini si sono venduti l'altra metà.

(Ritornello)
Io servo alla patria, io servo la patria,
io osservo la patria, non vendo la patria.
Io non ho più un futuro, né prima, né adesso,
vivo sul precipizio, e il mio paese lo stesso.
Io servo alla patria, io servo la patria,
io osservo la patria, non vendo la patria.
Io sono la morte bianca, lo spettro della nazione,
figlio di una madre che non ricorda il mio nome.

[Nepa]
Osservo uno Stato che non serve, che non mi sente,
cambia notizie a seconda dell'emittente,
sevizia la mia mente e concepisce la giustizia
coi servizi a Striscia la Notizia.
Dove tutto è sporco, e tanto ti sta bene,
che tanto tutto il mondo finge di non vedere.
E la crisi colpisce anche le alte sfere,
c'è chi uccide, ma se è un poliziotto ha fatto solo il suo dovere.
A me non passa, non ho escort su una Passat
ma non esco a testa bassa,
non vedo la verità, piango la sua scomparsa.
Il minimo sindacale non basta per il tuo affitto,
mentre il crimine paga, buste paga di ogni sbirro.
Premier, Mafia e Papa hanno già i nostri euro,
sogni una vita standard con un lavoro in nero.
È tutto vero ed è abbastanza incomprensibile,
ed è abbastanza brutto da essere possibile.

(Ritornello)
Io servo alla patria, io servo la patria,
io osservo la patria, non vendo la patria.
Io non ho più un futuro, né prima, né adesso,
vivo sul precipizio, e il mio paese lo stesso.
Io servo alla patria, io servo la patria,
io osservo la patria, non vendo la patria.
Io sono la morte bianca, lo spettro della nazione,
figlio di una madre che non ricorda il mio nome.

[Nepa]
E ogni giorno è sprecato se non mi arrangio,
e ogni conto è pagato con i falsi in bilancio.
Morti bianche, bustarelle, verità in versioni,
gare d'appalto per le bancarelle dei padroni.
È un paese malato all'ultimo stadio,
palesemente segnato dal culto del fascio,
io servo la patria non servo lo Stato,
e più osservo la patria e più resto indignato.

[Jack Sparra]
E dove sono i poeti, i santi, i navigatori?
I primi tutti morti, e gli altri, alligatori.
E il fascismo che non fa più orrore, ma folklore:
la celtica a casa del tuo questore, del tuo calciatore.
E l'immigrato che va bene, solo in catene,
e può rubarti un lavoro che manco ti appartiene.
Io servo la patria, col suo foglio di via,
io servo la patria anche se non la sento mia.

(Ritornello)
Io servo alla patria, io servo la patria,
io osservo la patria, non vendo la patria.
Io non ho più un futuro, né prima, né adesso,
vivo sul precipizio, e il mio paese lo stesso.
Io servo alla patria, io servo la patria,
io osservo la patria, non vendo la patria.
Io sono la morte bianca, lo spettro della nazione,
figlio di una madre che non ricorda il mio nome.

Patrioti — Asthra Gubba

Inserito da Francesco Collu

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