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Ho Sonno
Briga

♥ 4568

Mi manchi tu,
mi manca l’aria che tiravi fuori dai polmoni,
quei sorrisi che mi regalavi.
Da domani non voglio stare in crisi:
raccoglierò l’ombra tua calpestata da troppe suole.
E’ facile sentirmi dire
che è normale che mi sento fragile,
che mi nascondo sotto al letto per andare a piangere.
Riconoscimi il merito: io ho tirato avanti,
e se io mi distinguo ancora, mi distinguo ancora.
Il tempo è il solo che un po’ mi consola
scansione di attimi ritmici e battiti,
provo a tornare agli apici.
E t’aspetto al varco
Con un lanciafiamme in mano
Brucerò come Giovanna D’Arco.
E questo è niente in confronto al fuoco che c’ho dentro,
annusami, si sente, carbonizzo in un momento.
In un istante, oh, svanisce tutto,
come un fachiro io cammino sui tizzoni ardenti che mi butto.
Spezzoni di vita, ripartita,
entro a dieci minuti dalla fine per sbloccare la partita,
mi fanno un fallo in area nella mischia,
prendo il rimpallo e segna che è rigore solo quando l’arbitro fischia.

Non solo Bucharin ma sono Vujadin Boskov,
attiro trappole, tutte le buste che conosco.
Estrapolo da te quel sentimento che riempie
Quel vuoto immenso e sento sbattere sulle mie tempie
E scrivo bene, che stanotte ho dormito,
la penna ora scivola da sola su sto foglio impallidito
e ti conviene pagà il riscatto se m’hanno rapito,
paga lo scot io faccio scacco matto
e muovi il dito del mio biasimo,
scalda il tuo respiro come l’asino
ieri faceva con Gesù bambino
e son l’ennesimo che cerca grinta
che prova a darsi un’altra spinta
e invece muore affogando dentro un’altra pinta.
Stile stravolto, rinunciatario,
ieri che sono morto ancora ho tolto un’altra pagina al mio diario,
cala il sipario,
mi faccio la frangetta,
copro la fronte che Gioconda io non voglio che sia letta.
Sono affamato, sono cattivo,
mi manca il fiato (ah)
oppure ho saltato il giro,
mi sento strano o solo la notte consola,
piumini coprono la mia identità fino alla gola
e ora vola una sola persona,
è giunta la mia ora nella mia dimora
sputi avvolti in carta stagnola.
Fumi spenti, fiumi di venti,
accentui la caduta
sul mio letto a una piazza e mezza
su cui sei seduta, e muta
se mi parli e scusami se son barricato
nella mia galera non riesco a risvegliarmi.
Ho sonno, ho voglia di dormire,
la mia mente russa,
tu bussa alla porta e non ti vengo ad aprire,
riflettori al neon accesi ad intermittenza su di me
io non voglio abboccare alla tua lenza e sai perché
che vuoi che dica,
tu porta un’amica,
mi conoscevi come Mattia, ma adesso sono Briga.
E sono il Tevere in piena che riga tutta la mia scena,
dai gas al motorino quando senti la mia sirena,
una fra tante, lo dico ma simpatizzante,
raccolgo la tua merda e ci concimo le mie piante.
E se io mi distinguo ancora,
tu sei una fra tante, una fra tante..

Ho Sonno — Briga

Inserito da Sofia AS Roma

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