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Passano le ore
Kondao

♥ 629

Passano le ore
Sta volta la lancetta si muove in continuazione
Nel silenzio della notte
Col furore delle botte
La speranza che mi fotte
E pure l’aria fa uno strano rumore
Non sento più il calore
Sembra strano, lo stesso errore
Lo ripete inconsciamente ogni generazione
E le reazioni sono sempre le stesse, sono scontate
Mi avevano avvisato mio padre e mia madre
Ma come tutti non ho ascoltato
Ed ho sbagliato
Ho rimediato
Ma non sono cambiato
Ne combino di tutti i colori
Ma ora ho una tavolozza per pittori
Dipingo per gli ascoltatori
E senza soldi in tasca
Con la speranza in testa
Il tempo passa
Situazione sempre la stessa
C’è chi mi vuole in alto
La maggior parte in basso
Fotto tutti, prendo il primo volo e parto

Rit.
Ti augureranno di cadere giù
Ma tu salta sempre più su, più su, più su
Dalla rabbia, non ci vedo più
Con le mani sulle palpebre,
Espressione sulla faccia
Mentre disegno con la mente e la voce canta

Sempre e solo qua
Sempre solo con il rap
Furibondo per sto volo che non partirà
In mano ancora le valige
La fotta che mi spinge
La folla che mi finge
Mentre la voce dipinge
Pennelli sporchi sopra i manici
E pennarelli a colori costantemente scarichi
Per l’usura che non cura i dettagli di sti volti avidi
Segna gli artisti ormai giunti ai propri apici
Cicatrici sul corpo ricordano gli sbagli
Alcune sono nascoste,
Altre poste sopra i tagli
Per ricordarti di non rifarli
Bruciano come cocci caldi
Ma ci siamo fatti i calli
Finche la barca va, tu puoi lasciarla andare
Perché imbarca acqua e sta per affondare
Ma avevo escluso il mare
Me ne volevo andare
Dimostrare a tutti di poter volare

Rit.

BRIDGE
Ora come non mai il tempo si guasta
Le finestre chiuse in attesa della tempesta
Tutta la folla incredula alza la testa
Mentre chi dipingeva non ne segue le gesta
I ricordi affiorano e l’anima si stressa
E pensare che la storia è sempre la stessa
C’è chi va di fretta
E chi va piano già ti fotte in partenza
Ma alla fine è solo una falsa partenza


E tutto torna alla normalità, nessuno si arrende
Illuminato da me stesso
Mi illumino d’immenso
Ma sono sempre al buio e penso non si vede niente
Ma si vede più del solito, ciò mi sorprende
E quante volte l’ho sperato
Nell’esistenza di una macchina del tempo
E solo ora mi accorgo
Di avere un orologio
Rimasto spento
Da quando è finito il divertimento
Lo aveva detto Enistain, dovevo dargli retta
La mente è un paracadute e funziona se aperta
Ma non si apre niente, è troppo forte il vento
Cadi per terra, hanno mirato diritto al petto
E il disegno lo aveva raffigurato
L’uomo per terra tutto squarciato
Ma non ci avevo fatto caso
Troppo sicuro di me stesso mi son fidato
Perdendo un pezzo del puzzle

Rit.

Passano le ore — Kondao

Inserito da Stefano Balero

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