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Liriche taglienti
La Squadra

♥ 747

Luccicano spade lascian suoni che si affilano,
sul tappeto digitale scivolano,
liriche taglienti non tagliate,
unite dal veleno di scorpione amaro e dolce nel contempo,
così sarai contento, attento,
l'accento è romanaccio perchè so de roma,
la metrica ti spacca ti entra dentro come lama,
cuori di pietra erosi dai miei venti,
nello scrigno d'oro collezziono serie di moventi,
rado al suolo agglomerati di bassezza,
castelli in sabbia vedo crollar giu,
mentre sale su la brezza,
una cascata di parole gelide ti avvolgono,
perchè gelido sarà il vento stile della solita realtà,
ma un dolce sibilo per te, lontano dal frastuono,
sai ti stupirà in particolar modo,
come una pantera con il suo passo felpato,
che senza far rumore si avvicina alla sua preda,
o col suo far armonioso vaga in cerca di una meta...

(Rit)
Luccicano spade lascian suoni che si affilano,
luccicano spade ed è così che va,
luccicano spade lascian suoni che si affilano,
luccicano spade lascian suoni che si affilano,
luccicano spade, questa è la realtà,
luccicano spade lascian suoni che si affilano...

Il mio stilo scolpisce, stupisce,
colpisce dentro al cuore poi riesce,
lasciandoti qualcosa nella mente,
ci metto lo spessore invece tu non metti niente,
semplice eleganza, non certo l'arroganza,
è quello che distingue, un principe del ghetto,
da un principe che finge,
è il flow che da calore, splendente,
come l'oro che splende, sudditi ad ebano,
fiumi non si fermano,
come minimo straripano tipo quando vado in piena,
scagliandoti le rime più roventi della scena,
un guerriero, armi rudimentali,
difende il territorio da fanatici invasori,
una regina, d'antica stirpe d'abissinia,
con delicatezza, tramanda storie di cui cerco di coglierne l'essenza,
vorrei coerenza, buoni consigli,
persone sagge, non falsi appigli,
e quando incalzo sopra il beat è come un'uragano,
puoi gustarti uno scoprione pieno di passione,
in quanto a questo ti do scuola dopo scuola,
ripetizione, ripetizione, ripetizione,
concateno aforismi rilegati in quattro quarti,
a cavallo di intervalli su discorsi districati,
io batto sul metronomo affinchè non batta me,
mi accingo in percorsi complicati dato che,
adoro provocarmi quanto farmi provocare,
infognarmi virtuosismi che mi sappiano elevare,
microphone controlla perchè questo resta il punto,
sta a te tenere in conto di tenermi spento,
non smetto se non smetti,
non scendo se non scendi,
*??????* by skills che la forza mi accompagni,
cè chi preme per la quiete ma fuori cè tempesta,
una brezza infuocata che accarezza la mia schiena,
esco per lo scempio con a seguito matricole,
*??????* questa guerra è senza regole,
qui no che non si tratta di un giochetto tra poppanti,
di sfide personali tra falliti e adolescenti,
ma si tratta di giocarsi la vita come un cazzo,
sputtanando i sogni puntando su se stesso,
metto tutto me stesso per non fare alcuno sbaglio,
per essere l'orgoglio un giorno agli occhi di mio figlio,
tu le chiami liriche, io le chiamo sciabole,
colpi di tagliola in quanto io carnefice,
ascolterò l'istinto, non mi darò per vinto,
se la fiamma che mi accende asciugherà il mio pianto,
sta a me spiegare il tutto a questo punto del contatto,
dall'asfalto cioè il basso fino in alto verso il palco,
Giusteriny MC, l'MC paranoico,
generato, collaudato, preparato al palcoscenico,
ribalto risultati quando il gioco si fa duro,
controllo sensazioni, emozioni di ognuno,
espressioni e stati d'animo,
occhi luminosi, passeggeri silenziosi,
si concentrano in dosi,
dosaggi esagerati che si evolvono in fasi,
fasi in progettazione costruiscono frasi,
frasi parallele alla vita che vivi,
sono soltanto il negativo di quello che scrivi e ridi,
ridi quando non sai, di che cosa parli,
lascia fare a noi, so io come trattarli,
tattasi ferite, che non si ciccatrizzano,
se le piastrine in questo posto tra di loro non legano,
cè chi le chiama liriche, cè chi le chiama sciabole,
io le chiamo tecniche studiate per combattere,
eserciti di teste, organizzati tipografici,
muniti di modelli tutt'altro che logici,
restano pratici, battaglie sotto i portici,
chi vince essendo sasso, chi perde essendo forbici,
chi resta nel frattempo, indietro con il tempo,
chi frantuma quattro quarti soltanto con un testo.


(Rit)
Luccicano spade lascian suoni che si affilano,
luccicano spade ed è così che va,
luccicano spade lascian suoni che si affilano,
luccicano spade lascian suoni che si affilano,
luccicano spade, questa è la realtà,
luccicano spade lascian suoni che si affilano...

Liriche taglienti — La Squadra
inserito da Sfotty

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