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VOLONTARIA IMPOTENZA
Linea 2

♥ 679

[kikko]
vedo un aquilone su nel cielo azzurro, strattona troppo
rischia di cadere, c’è vicino un bosco
un uomo doma il filo l’unica speranza per salvarlo
ma a d’un tratto, vedo l’aquilone ancora in alto
tutto come deve andare sopra e sotto
oggi su, domani giù, chissà l’evolversi di sto tragitto
cammino ma non voglio, voglio ma qui m’accontento
mi siedo mentre sogno di scalare il Monte Bianco

[esse]
è piccola, si sente sola e gioca per la strada
con la palla porta avanti un’esistenza scialba
con lo sguardo cerca di trovare la sua mamma
che intanto gioca con la vita per restare a galla
è una situazione come tante
che attraversa il mondo da levante a ponente
mentre in un palazzo pochi porci, tentano di porci
davanti agli occhi solo baci e abbracci

[kikko]
di fronte a me una chiesa con la croce sopra il tetto
m’han detto che l’ho offesa, perché non la rispetto
di fianco un grande albero che copre le finestre
un prato verde, sogno di volare sopra queste teste
ricordo un prete, in un piccolo paese
ricordo l’arroganza lui pretese, no non chiese
disse: “fuori è semplice, inutile discutere
i peccatori con i santi non si possono confondere”

[esse]
ricordo quel campetto dirimpetto alla stazione
quindici in totale di persone
due bastardi arrivano e li vedono da lontano
uno che ha un coltello nella mano,
l’altro dietro il primo che gli parla piano
si scambiano due occhiate, mi derubano
e nessuno tra i compagni che gli alza la voce
quattordici conigli senza gloria
li ricordo come punto nero nella mia memoria

[kikko]
una notte come tante, il giorno dopo senza senso
mi trovavo perso in un discorso con un assessore che ogni tanto sento
in quel momento si parlava
ma di punto in bianco il vicesindaco vicino a me sbraitava
diceva che dovevo star seduto, io mi alzavo
dovevo star seduto, io parlavo e lo ignoravo
sclerato come pochi poi si alzò e mi spinse fuori
mi resi conto di avere sprecato munizioni

[esse]
un uomo sopra un palco parla al popolo sconfitto
racconta di profitto, di utili e di modi per rigare dritto
parla e son menzogne a cielo aperto
parla ed io che penso di essere diverso
questo è il mondo oggi
un deserto in cui è difficile trovare appoggi
dietro di lui una schiera di interessi, di crimini commessi
davanti a lui una folla intera di poveri fessi

[kikko]
dalla finestra case, tetti con parabole
così tutto è più semplice, e tutto indispensabile
accanto al mio palazzo un’officina abbandonata
vetri rotti, squarci alle pareti tipo cannonata
sulla mia destra un grande pino forse secolare
s’innalza su, verso il blu, senza dover volare
restare sempre fermi non è segno di speranza
stupida saggezza o impotenza volontaria

[esse]
qui si vuol parlare di quel povero sconfitto
di quel coniglio che mi vede fermo e resta zitto
di quel vicino che chiude la porta a quella donna
che vive per la strada con la figlia e una siringa
il tema suona strano, è importante e pure poco chiaro
si parla di ogni uomo e qui si arriva alla sostanza, in partenza
è volontaria in ogni uomo e nella propria scelta l’impotenza

[kikko]
la gente spera nel futuro, ma non modifica il presente
si lamenta ma si adatta alla corrente
resta immobile, va di moda il bipensiero
riconosci il falso ma ti autoconvinci che sia il vero
vedi bianco ciò che è nero, vedi sterco ovunque
ma se ti dicono che è cioccolato lo mangi comunque
cambi posizione in base al vento, dici a tutti che stai attento
ma attenti tutti qui stiamo cadendo

[esse]
così riesci a distinguere qual è il problema adesso
ti accorgi che la gente pensa poco e riga dritto
che tira avanti uguale, anche se appare con evidenza tale
che più giù non si potrebbe andare, pare normale
ma è una cancrena che si radica ogni giorno
che distrugge il mondo
che colpisce il cuore senza il tempo di un confronto
lasciandoti l’amaro senso, dell’ennesimo tramonto

VOLONTARIA IMPOTENZA — Linea 2
inserito da zaitself

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