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Fino al collo
MacMyc ft. Heskarioth prod. Sunday Supercoven

♥ 1510

Io sono la leggenda, la coscienza sporca di una città morta, una vendetta, una stagione maledetta che bussa alla vostra porta, una ferita aperta e non si scorda e per chi sporca la storia col sangue dei vostri figli è certa la forca. Torna alla memoria il grido di un bambino ucciso, mio migliore amico, tramortito, abusato, fatto a pezzi e messo in frigo. Un individuo normale è un potenziale pervertito, una linea tra pensare e commettere un omicidio. Io non ti son gradito, già lo vedo dal tuo viso spento, vabè fuori non sei un gran che ma han detto che sei bello dentro, lo vedo mentre ti sventro, ti entro dentro, smembro gli arti, faccio scempio delle tue carni mentre stai assistendo al compimento della mia creatura cucendo lento ogni lembo di carne con cura con punti di sutura, è dura! Assemblo il membro sotto il mento, offendo la natura, un angelo nero spiega le ali, oscura il cielo e la gente ha paura... della puntura, di chi infetta col male e vende la cura, dell'orrore ordinario che tortura. Al notiziario tra sport, cultura e servizi spazzatura, la mia faccia nelle foto farà la sua porca figura tra presidenti, delinquenti, terroristi, ministri, cocktail di stronzate date da bere a poveri Cristi, dementi e tristi in psicoterapia, in catatonia in corsia e che si ficchi quella cazzo di rosa nel culo Cristicchi. Tocco picchi di depravazione, per te è deplorevole, per me è passione carnale e si sa che la carne è debole. È già carnevale, il pranzo è in cucina con il carnefice, vuoi farne parte? È una carneficina senza regole. Sei debole, scapperai via, qua chi ti rintraccia? Chiamerai la Polizia, "suonava come una minaccia", sei sicuro? Scapperai via, vorrei vederti in faccia mutilato senza anestesia, domani senza gambe e braccia.

Il giorno passa sempre troppo in fretta senza ragione, frustrazione, la mia testa pensa con voci di altre persone. E se tutto questo non fosse solo finzione, un'invenzione, oh Dio dammi tu una soluzione. Tu crepa, vai all'inferno e fai il mio nome, ho una bestia da sfamare, una pulsione da soddisfare. Perché la vita non ti ama, la vita è una sporca sgualdrina, oggi ti scopa la carne col coltello da cucina.

Io sono la goccia di sudore freddo sopra al vostro viso, lo schizzato deriso, il deviato con la rabbia in faccia e il sorriso. Quindi avviso la rispettabile clientela che il male ha deciso il prossimo che verrà ucciso. È qui per fare a pezzi la vostra famiglia e irrompe alla tua festa, in mano tiene la testa di vostra figlia, sul divano mamma assiste e già lo so che penserò ai cazzi miei, ci giocherò prima di prendere anche lei. Ed è triste, il papà tornerà tardi e il fratellino chiuso in camera guarda in tele scopare gli altri. Entro nei sogni dei più calmi e li trovi al mattino in casa del vicino col sangue sui palmi. No, non puoi calmarmi, non puoi mandarmi altrove, divoro i cadaveri e di nuovo non trovi le prove. Ora, il Re dei morti vive, strappa la Bibbia e ha una tibia intinta nel sangue con la quale scrive. È dentro la mia mente, ride e non vuole lasciarmi, dono anime affinché non possa torturarmi e chi può fermarmi? Voi no di certo, è certo l'incesto e amo le fiamme per questo. E poi, cambio tempo e resto fermo, leggi il mio labiale, è la chiave per dare vita al tuo inferno e se questo è troppo truculento io non so che farci fratello, qua sarà notte in eterno. Sogno una terra dominata da artisti, ninfomani, masochisti, insieme a legioni di teppisti. Sevizio la Barbara D'Urso dentro a una stanza di lusso e poi svuoto i coglioni alla Basic Instinct. Bé, con me rischi il massacro, dentro la tua doccia un lago amaranto e il male che l'odio sfoggia. Oggi c'è solamente un altro fiore nero che sboccia con la Borgia come Madonna e il mondo è un'orgia.

Il giorno passa sempre troppo in fretta senza ragione, frustrazione, la mia testa pensa con voci di altre persone. E se tutto questo non fosse solo finzione, un'invenzione, oh Dio dammi tu una soluzione. Tu crepa, vai all'inferno e fai il mio nome, ho una bestia da sfamare, una pulsione da soddisfare. Perché la vita non ti ama, la vita è una sporca sgualdrina, oggi ti scopa la carne col coltello da cucina.

Posso chiederti il permesso di perdere il controllo? Stiamo in una stanza chiusa con il sangue fino al collo, un'ascia lascia sul collo la scia di sangue, giù nella via i lampeggianti blu della volante. E proprio in quest'istante non puoi perdermi l'orgoglio, mentre questa lama fredda ti sta accarezzando il collo. Un'ascia lascia la scia, la tua ora non aspetta, ha fretta, accetta quest'accetta e la finiamo in fretta.

Fino al collo — MacMyc ft. Heskarioth prod. Sunday Supercoven

Inserito da Tommaso Belperio

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