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Sara (introduzione recitata)
Mauro Marsu & Antonio Kaino

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10) Sara - introduzione recitata

Sara, immaginatela con i capelli lunghi, e degli occhi grandi come la madre.
Con il viso curato dall’acqua e dal sapone, più che da improbabili prodotti.
Una donna con la quale un uomo potrà addormentarsi e svegliarsi senza chiedersi chi era quella della sera prima. Una ragazza laureata a pieni voti, bella e brava. Una personalità dolce eppure battagliera, che ricorda il concetto greco di Kalokagatia applicato ad una donna, e ve lo potrebbe dire anche lei, se non fosse anche modesta, pronunciandolo anche bene, magari.
Espressione che pressa poco significa essere belli e buoni, così come è lei.
In un “rovescio pirandelliano” della medaglia, tra ironia del destino e tragedia del precariato, s’è laureata in lettere, e ora come postina, porta lettere che non potrà mai aprire né leggere né correggere.
E’ bello vederla girare per le vie della città con la sua bicicletta, con i capelli che incontrano il vento inondandolo di un profumo che avvolge l’aria e le vite che sfiora, tra una pedalata e l’altra.
La sua è una vecchia bicicletta a cui tiene molto, rimessa a nuovo da Marco, un ragazzo verso il quale sembra nutrire qualcosa in più di un amicizia.
Si sono conosciuti quando lui giocava a calcio insieme al fratello più piccolo, e lei andava a chiamare Luigi, cinque minuti prima che fosse pronto a tavola.
Ha un debole per il fratello piccolo, che dimostra come, a parti invertite, non sia solo in genere, il fratello grande a difendere la sorella piccola. In un atteggiamento tra fraterno e materno lo aiuta con i compiti, correggendogli gli errori con quella sua matita dalle punte ricaricabili, che non cambierà mai. Sara, questa è la tua storia…

Sara (introduzione recitata) — Mauro Marsu & Antonio Kaino

Inserito da Mauro Marsu

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