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Abissi
Menhir

♥ 2369

KINGAIE’ :
Incarcerato in questi abissi di ferro e filo spinato
di sbarre, vetro blindato e pareti in cemento armato
indagato da un magistrato, condannato da un verdetto
accusato di essere l’uomo che ha premuto sul grilletto.
Obietto la sentenza rigetto i capi d’accusa
dichiaro la mia innocenza, ma ormai l’udienza è conclusa
Una coincidenza di fatti in mano a un giudice corrotto
depistano i misfatti compiuti da un poliziotto
Un complotto di cui sono il capro espiatorio
Che mi vede condotto tra l’inferno ed il purgatorio
Mentre un morto è all’obitorio e un innocente chiuso in cella
Il porco è a piede libero in divisa e rivoltella
E adesso che ho perduto il mio cammino
prima che sia mattino avrò chiuso i conti con l’infame destino
non ho più alternative per sfuggire all’aguzzino
Se non dentro la cassa in alluminio di un becchino.
Sotto il cuscino ho un taglierino a doppia lama
il mezzo con cui chiudere una storia senza trama
una grama vita che brama soltanto una via d’uscita
recidere le arterie e aspettare che sia finita
non ho più emozioni, non ho più ragioni e ambizioni
non ho più motivazioni, non ho più soluzioni
mi specchio in acque torbide, guardo con gli occhi fissi
il buio che ho intorno mentre sprofondo tra gli abissi!
A.B.I.S.S.I…Abissi!

MOMAK:
Intrappolato negli abissi guido ubriaco dormo in macchina
parlo con la bottiglia e con la mia semiautomatica
che tengo carica mentre verso l'ultima lacrima
lotto con i miei demoni dentro un corpo senza anima
la mia mente macina latita in mezzo agli inferi
tra lividi e brividi in preda ai peggiori sintomi
incubi intrinseci mistici mi eclisso tra i falliti
svilito da una vita di debiti attriti e liti
non cerco alibi per lasciarvi allibiti
rovisto in mezzo ai detriti con mani ed occhi ingialliti
dagli ambiti più ambiti ai sogni che sono svaniti
coi soldi e i profitti finiti i rapporti sanciti esauriti
come eremiti e cari amici spariti nel nulla
ogni sforzo che faccio in vita il destino lo annulla
mi affido al ferro che afferro e che la mia mano impugna
mentre mi scavo la fossa e bevo come una spugna
ciò mi ripugna ma il delirio mi acceca la mente
la fine incombente è imminente il presente avvilente
come uno zombi sotto i ponti un vincente è una stella lucente
un perdente è una stella cadente per sempre
vedo allo specchio un uomo solo che non sa chi sono
scrivo ai miei figli a cui imploro chiedendogli perdono
poi senza dire e spiccicare una parola
chiudo gli occhi e nel silenzio a suonare è la mia pistola..
A.B.I.S.S.I…Abissi!

Abissi — Menhir

Inserito da Salvatore Seddone

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