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Storia di Gino
Murubutu

♥ 3276

È un'alba calda e Gino corre per la strada
perché a soli nove anni è una staffetta partigiana;
vive appieno, non ha freno, si stende e guarda il cielo
poi respira a piene nari: l'aria sa di tiglio e fieno
Perché i veri nazi neri lui non li hai mai visti,
porta nuove su ai G.A.P., che sparano i fascisti
Lui sente 'sta giovane mente che non c'è futuro
sicuro ma il suo pugno è chiuso e se
cresce crede, lui corre e non cede
più forte ogni mese, la morte lo insegue
su e giù, tra case e chiese, su e giù tra strade piene
fino a dove l'erba bassa cede il passo a pietra e neve

No, no, Gino non sente,
non sente più dir: "Caricare", poi "ricaricare";
Gino non sente più niente,
non sente più click-click sul manico, il fucile carico, no
No, no, Gino non sente,
non sente più dir: "Caricare", poi "ricaricare";
Gino non sente più niente,
è stato colpito prima alle gambe e alle tempie poi

La resistenza non ha standard né target:
nove anni, tre fratelli e un solo paio di scarpe,
di sera la stalla poi di giorno la strada poi
di notte giù la testa sotto i colpi di bengala
Tu bene bada che bene vada,
lui vorrebbe i fasci morti come a Guadalajara,
ma qui chi guarda impara col click qui chi arma spara
perché il vero male umano non lo ammazzi mai!
Ma un giorno nero ricordato tra i più presi
l’arrivo nei paesi della divisione Goering:
"Alle rebellen haben sic scnict
zu ervarten als den tod!"
Gino vide piani e sedi poi mise le ali piedi
poi corse tra i sentieri ad avvisare i suoi guerrieri,
quel giorno il suo ardore bagnò il manto al futuro
e il sangue invasore bagnò il grano maturo


No, no, Gino non sente,
non sente più dir: "Caricare", poi "ricaricare";
Gino non sente più niente,
non sente più click-click sul manico, il fucile carico, no
No, no, Gino non sente,
non sente più dir: "Caricare", poi "ricaricare";
Gino non sente più niente,
è stato colpito prima alle gambe e alle tempie poi

Paolo ha un anno in più, conosce Gino da anni,
stessa storia, stessa scuola, stessa vita nei campi
I genitori di Paolo, produttori vinicoli,
non sono fascisti ma di ambienti limitrofi
In cambio di due cocci, di due soldi e due bossoli
Paolo ha detto ai fasci: “Gino sta con i rossi!”
I suoi posti, i suoi boschi, i compagni commossi
tutto questo Gino ha visto in un lampo negli occhi
Il sole rise e soffiava un vento fine
quando tutto vide fine lì lì da fine aprile
...cos’è rimasto di Gino?
Un cippo in marmo vivo eretto in cima all’Appennino

No, no, Gino non sente,
non sente più dir: "Caricare", poi "ricaricare";
Gino non sente più niente,
non sente più click-click sul manico, il fucile carico, no
No, no, Gino non sente,
non sente più dir: "Caricare", poi "ricaricare";
Gino non sente più niente,
è stato colpito prima alle gambe e alle tempie poi

Storia di Gino — Murubutu

Inserito da Vincenzo Chianese

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