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Neroinferno
O.l.d. Astrdalong

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NEROINFERNO

ASTRDALONG- NEROINFERNO(2004)
-Testo di F.Mele-musica A.Bizzarro.

L’afa ti inghiotte,respira piu’ forte,suonano campane a morte,ansiogeno,manca l’ossigeno…
L’odio riduce in frammenti sogni ricorrenti,vagano come proiettili,letali morse…
E’ una vertigine,4 minuti e 12,l’odore della morte…
Piano dopo piano urlare e’ claustrofobico,coi muri attorno,inalazioni violente,reazioni in estasi,finestre che si affacciano,tentare di sporgersi…
Ma siamo ancora troppo in basso,bloccati come siamo nello stesso posto,spartiti suonano,suonano ancora regressioni,inaccettabili pulsioni da un inferno che non lascia,
filtrare i raggi del sole,sopra un sentiero di sbarre e catene,inginocchiati a terra abbandonati a noi stessi,
ad affilare i denti con il cuoio e l’acido,diviene motivo per non crepare in questo limbo.
Sto,con la testa fuori dalle sbarre,aggrappato alle corde in un inferno nero,schiavo del mio stesso sclero,
in attesa che il secondo tempo venga a liberarmi,da questa calma apparente che non so scrollarmi,
ormai diverso da come tu mi ricordi,il tempo cambia le persone,le rende piu’ affabili o piu’diffidenti,ma siamo qui’ per questo,
questo e’ neroinferno.

Sul taglio delle lame,aggrappati alle corde,con la testa fuori dalle sbarre…
-( neroinferno)-
Bruciando tutto cio’ che e’ intorno fino al secondo tempo…
-( neroinferno)-

Non e’ possibile risolvere tutto se il tempo e’ incerto,
di giorno piove con il sole,se il tempo e’ come il mio umore,
qualcuno dice che basta uno schizzo,menato dentro le vene per non guardare.
Precipitare e’ facile ma questo e’ l’inferno,non permettero’ a nessuno di condurmi,ne tantomeno di ferirmi,ve l’ho gia’ detto,oggi sono piu’forte di ieri,sono riuscito a non crollare sotto i colpi dei pesi morti,ora che le iene non ridono piu’ le tengo col guinzaglio,nessuno puo’ fermarmi quando sto radiografando,la traiettoria di ogni colpo,ci vuole troppo poco per tornare di sotto…
Scene che scorrono..
e questa cosa l’avevo gia’ vista,
un figlio di puttana in cerca della sua rivalsa,
c’era una volta un albero di trenta piani,
da cui puoi buttarti di sotto per non vedere domani.

Sul taglio delle lame,aggrappati alle corde,con la testa fuori dalle sbarre…
-( neroinferno)-
Bruciando tutto cio’ che e’ intorno fino al secondo tempo…
-( neroinferno)-

Dietro,tutte le storie che non posso spiegarti ,avanti,quello che merito mi aspetta,
e se il peggio deve ancora venire,aspettero’ senza fiatare,costruendo sulle macerie,
perche’ l’ultima parola non e’ stata detta,e un figlio di puttana non l’ha ancora scritta..
sto,come dovrei starmene,dove dovrei starmene,
con le persone che amo,
con le cose che amo fare,
con la testa fuori dalle sbarre…in questo inferno,all’infinito gridero’ il mio nome,
bruciando tutto cio’ che’ e’ intorno fino al secondo tempo,
Neroinferno.

Neroinferno — O.l.d. Astrdalong
inserito da Anonimo

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