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Uomini a metà
Pula+

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PULA+ / UOMINI A META'

L'altra sera sono andato in pizzeria, la conosco, passo spesso in quella via; non c'è nessuno dentro e penso: "Ha dei lavori in corso?", il padrone si giustifica: "E' lunedì che è un giorno morto". E quando me l'ha detto mi si è spezzato il viso, ho finto di credergli, ho detto: "E' vero", poi ho sorriso; ma lì non c'è mai nessuno, la gente è meno disposta a mangiar pizza che a gridare "Italia uno". E me lo son chiesto ma non capisco dove sbaglia, ogni tavolo è pulito, ha il coperto e la tovaglia; chissà che sogni aveva da bambino. Io che non conosco il mio destino, non so perchè, ma gli sono vicino.

E questo fango non fa respirare, ti prego dimmi che poi passerà; che quà ogni sbaglio ci fa troppo male, e nessuno lo sa. Devi portarci adesso all'ospedale, forse qualcuno là ci capirà; tra il dire ed il fare c'è di mezzo il male, siamo uomini a metà.

Nella musica ci riescono in pochi, io a cinquant'anni mi sfogherò in un karaoke; col pancione grosso ed il maglione un po' corto, con il riporto e la cravatta, perchè sai, fa corpo. Da bimbo cantavo allo specchio tutto coinvolto, mia madre un giorno mi vide ed io mi sentii in torto; chissà perchè voglio ancora cambiare il mondo, e non mi aspetto che sia lui a cambiare me ogni secondo. In un negozio di strumenti ho visto un bimbo con la mamma, senza ancora tutti i denti, prende la prima chitarra; ci vuole del talento a quell'età in questa società, che una scelta di sto tipo ti segna l'identità. E quando gli amichetti giocheranno a fare i ricchi, io spero lui non venda i suoi motivetti alla De filippi; che ne sarà dei sogni di questo bambino? Io che mi rivedo in quel cammino, non so perchè, ma gli sono vicino.

E questo fango non fa respirare, ti prego dimmi che poi passerà; che quà ogni sbaglio ci fa troppo male, e nessuno lo sa. Devi portarci adesso all'ospedale, forse qualcuno là ci capirà; tra il dire ed il fare c'è di mezzo il male, siamo uomini a metà.

E io sono nell'età peggiore, dove chi sta fermo invecchia e chi si muove muore; ma non voglio far la fine del fallito pensatore, ho ancora da sbagliare, da far battere il cuore. E faccio un altro disco e sputo rime a cannone, non m'interessa chi colpisco, voglio la confusione; a Torino c'è un colle, si chiama la Maddalena, ci salirò per urlare che mi fate solo pena. E tra chi guarderà la scena, spero che in prima fila tra le grida ci sia pure quella scema; trema, hai visto in me solo un bambino. Io prendo tra le mani il mio destino, e so perchè non ti voglio vicino.

E questo fango non fa respirare, ti prego dimmi che poi passerà; che quà ogni sbaglio ci fa troppo male, e nessuno lo sa. Devi portarci adesso all'ospedale, forse qualcuno là ci capirà; tra il dire ed il fare c'è di mezzo il male, siamo uomini a metà.

Uomini a metà — Pula+

Inserito da Enrico Fiore

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