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Oltre La Dogana
Sonanda

♥ 720

(Skuba)
Ho nostalgia di cose che non ho mai visto o vissuto
e mi nutro dell'odore che vive nell'aria dopo che ha piovuto
ed ora che so come fare per gridare aiuto
ho paura che mi sbattano di corsa in un film muto
i giorni non sono più così lenti
e la vita ormai non garantisce più sè stessa ai suoi clienti
quindi faccio le valigie ma prima di partire te le lascio davanti
senza darti chiarimenti

(Rit.)
Non c'è dogana che mi ferma
ora che ho la bocca ancora sporca del tuo profumo
sono partito senza penna
senza carta e senza nome per la terra di nessuno

(Skuba)
Nè una pecca, nè un vanto
sono una foglia secca che cade dal ramo e poi torna verde su quello accanto
e intanto pugni stretti come quando
ero bambino e nelle mani pensavo di avere l'adamantio
Fino al giorno in cui mi uscirà l'ultima ruga
la tua via del non ritorno sarà la mia via di fuga
perchè tutto svanisce, perchè siamo solo orme lasciate da un Dio che passeggia sopra un bagnoasciuga
ho mille buone ragioni che non capiresti
che scambieresti per giustificazioni
perchè solo chi ti ama si farebbe abbandonare
per farti vedere ciò che c'è là fuori
E ogni volta che io, e ogni volta che tu
e ogni volta che io, e ogni volta che tu
resterai, partirò
alla ricerca di qualcosa
di preciso non lo so
E ogni volta che io, e ogni volta che tu
e ogni volta che io, e ogni volta che tu
partirai, resterò
alla ricerca di qualcosa
di preciso non lo so

(Rit.)
Non c'è dogana che mi ferma
ora che ho la bocca ancora sporca del tuo profumo
sono partito senza penna
senza carta e senza nome per la terra di nessuno

(DoubleGJ)
E ho un biglietto solo andata in mezzo ai denti
rapito da me stesso senza neanche gli alimenti
la foga mi trascina verso la mia diligenza
mentre invece sento urlare moribonda la coscienza
nel dimenticare scappo, nel ricordare scappo
nel cadere verso il basso lo capisco e non mi aggrappo
sono in preda a uno scorretto attacco fatto da me stesso
corro al vento di un pensiero rinnegato e genoflesso
e non c'è cosa che mi blocchi, parola che mi tocchi
cercando nella testa il mio paese dei balocchi
un asino che raglia scalcia strilla ma che non confessa
per morire nella sua terra promessa
viaggiando su un cammello che scompare su una duna
si dilegua la mia sorte sulla faccia della Luna
che poi si gira fino a quando non c'è il giorno
questo viaggio è solo andata al punto che non c'è ritorno



(Rit.)
Non c'è dogana che mi ferma
ora che ho la bocca ancora sporca del tuo profumo
sono partito senza penna
senza carta e senza nome per la terra di nessuno

Oltre La Dogana — Sonanda
inserito da kelevra mc

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