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Lettera ad Antonio
Totò Nasty

♥ 863

Compare Antonio, duro di comprendonio
prendo smazzo e strizzo l'ira di un patrimonio
in rischio col matrimonio mischiando da vecchio a nuovo
finisco in un pandemonio sbalzando da stereo a mono
con le palle mie gelate in vetrobotti d'ammonio
rappando per una folla appresso ancora al vecchio conio
ma quale manicomio amico mio
tu non farti ingannare da quello che dico io
che so io io per Dio volere smettere
ma non riesco a spegnere sto maledetto ronzio che mi sa prendere
rendere cento a cento vuol dire perdere
la concezione delle lettere del ritmo e delle regole
sbadate e più casuali sembran virgole pause
prese di piatto fisse spinte al limite nausee
che devi sopportarti per poi vivere
incubare il tutto e dopo scrivere scrivere scrivere
reggo il contatto con ciò che dà di matto
a ciò che di fatto è sempre stato di fatto
spengo la mia luce alle tenebre m'adatto
mi sostengo con un calumet di ketama contraffatto
rido per ridere o almeno qua ci provo
rimasto solo nella cultura dove suono
buono con gli amici forse troppo
e con i miei nemici manco li guardo storto
dov'è Dienne, che facciamo mo Dienne
aspettiamolo il Dienne, ma che cavolo Dienne!
ualloni girate al largo
non fumo mica i vostri cannoni di discorsi inutili e tabacco
ste paranoie su per giù me le scavalco
me le ritrovo innanzi sti gran cazzi mi ribalto
difatti cambio strada me ne vado per un casino
dagli sguardi degli stessi che mi fanno così carino
non posso dirti di saperla proprio tutta
perché Boombap dice tante cazzate lui sta alla frutta
e i Phillis? han smesso di nuocergli davvero
visto che da relax son passati a darci sclero
la Killah da sempre per sempre in sintonia
Mecna e Lustro assieme a me in questa follia
saluti e baci come n'amico... bam bam...

Lettera ad Antonio — Totò Nasty

Inserito da Michele Sperà

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