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Il Primo E L'ultrimo
Vincenzo Da Via Anfossi

♥ 1614

- la prima volta che ho giocato a guardie e ladri - il ruolo! non l'ho scelto il fato!-sussurrava all’orecchio - poi gli sguardi dei padri sembrava sapessero e ancora non capisco perchè non piansero - e mi ricordo le fughe dalle volanti mia madre e i suoi pianti - mio padre e con le parole tra i denti - gli inquirenti le loro faccia e gli agenti - e mi rivedo in mio padre con le parole tra i denti - il fatto è che impari dopo la prima volta - come un bambino che tocca il fuoco e si scotta - conosco il dolce perchè ho conosciuto l’amaro - dove non basta l’abbraccio di madre a darti riparo - se poi i ricordi si frammentano - le certezze non sono più tali e ti sembrano - illusioni di quand'eri bambino - vita pura e le parole tagliano mentre raffino - zio prendo e servo solo chi è vicino - il pianto sordo è l’immagini del tuo destino - non basta dire c’ero! se il cielo non si apre - la pioggia è il pianto della gente che assetate -vi vedo attoniti quando cito (que)ste trame - della pietà io non so che farmene - verso inchiostro sui tagli della censura - e la parola che si tatua sopra la carne! - ogni giorno mi sveglio come fosse il primo - ogni notte lascia il segno come a caino - il mio destino mi segna e m’insegna - a stare al mondo fino all’ultimo giorno - ogni giorno mi sveglio come fosse il primo - ogni notte lascia il segno come a caino - il mio destino mi segna e m’insegna - a stare al mondo fino all’ultimo giorno - a volte e come stare in ginocchio davanti all’altare - mentre ti chiedi se stia ad ascoltare - col dubbio che ti assale sarà che l’odio pesa uguale! - dove l’amore che ti porta ad agire - nel cuore niente che possa inibire, niente - troppo dolore per riuscire a dormire, la gente - non riesce a capire ma è brava a criticare - senza conosce le prove che infligge il quartiere - e quando giri in cerca di una svolta - ogni volta che menti a te stesso dicendo che l’ultima volta - e il TG con l'intervista nel blocco - quando senti dire: “non capisco era un bravo ragazzo” - ti hanno visto crescere e non ti conoscono - solo perchè troppo impegnati per vederti all’angolo - ma quale dialogo no! non ti ascoltare diavolo - e come vivere dentro un monologo - del resto e come stare chiuso in te stesso come - un barbone che cerca calore nel cartone - lo sguardo fisso nel vuoto perso - di chi ha perso tutto e dormi all’aperto - pance gonfie parlano di vita buttando pietà - dai telegiornali ai volti delle città - cita fatti! non nomi parati la schiena - è educazione non si parla con la bocca piena - c’è chi vive all’ombra dei parla parla - chi in strada fa i numeri sperando di svoltarla - spera che madama non lo prenda - chi ha orecchie intenda non ci sono numeri su questa agenda

Il Primo E L'ultrimo — Vincenzo Da Via Anfossi
inserito da Monno_Milano.

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